CABLAGGIO

(1991)

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Regista: Marco Bechis - Produttori: Roberto Cicutto, Vincenzo De Leo - Produttore esecutivo: Diana Frey - Società di produzione: An Aura Film / Oscar Kramer - Coproduzione in collaborazione con Raitre - Sceneggiatori: Lara Fremder e Marco Bechis - Direttore della fotografia: Esteban Courtalon - Editors : Nino Baragli, Pablo Mari - Musica: Jacques Lederlin - Cast principale: Jacqueline Lustig, Martin Kaiwill, - Arturo Maly, Matthew Marsh, Enrique Ahriman.

Italia / Argentina.

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http://www.imdb.com/title/tt0101289/fullcredits#cast

Presentato in concorso al Festival di Locarno del 1991.

In Patagonia, a pochi chilometri dallo Stretto di Magellano, soffia inesorabile tutto l'anno un vento implacabile. Qui, in mezzo al nulla, un cottage in legno in riva all'oceano ospita Harvey Logan, un anziano antiquario di origini scozzesi, e i suoi due figli adolescenti: Eva, una diciassettenne irrequieta e sensuale, e Juan, un introverso , taciturno tredicenne, con un malsano attaccamento alla sorella. Entrambi sognano di scappare. Un giorno arriva nel villaggio un inglese di nome Wilson, che vuole acquistare la terra di Logan per conto di una multinazionale. Il padre decide di erigere un lungo recinto di filo metallico, un filo metallico. I suoi sforzi per proteggere la sua terra, tuttavia, finiranno in tragedia.

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STAMPA

Dalla Patagonia, uno dei migliori esordi degli ultimi anni.
Morando Morandini, Il Giorno

Metafora e realtà si fondono perfettamente in questo lavoro d'esordio, prova di un talento capace di abbracciare ampi spazi aperti, con una visione che ricorda sia Antonioni che Flaherty in tempi diversi.
Tullio Kezich, Corriere della Sera

Il film ha originalità, solida qualità visiva e drammatica e attori eccellenti e ben scelti, tra i quali la giovane Jacqueline Lustig si distingue per le sue straordinarie qualità espressive e sensuali.
Lietta Tornabuoni, La Stampa

Buono il debutto di Bechis, affermazione di una sensualità quasi inedita nel cinema.
Enzo Siciliano, l'Espresso

Bechis dirige questa storia amara e disperata di ostinazione e solitudine con una maturità misurata che sorprende nel lavoro di un nuovo arrivato.
Irene Bignardi, La Repubblica

Un'esplorazione trionfante di un luogo non toccato dal tempo, The Fence è sempre esplosivo.
Catherine Schulman, Sundance Film Festival 1993